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Emorragie cerebrali


Le emorragie cerebrali sono dovute a una rottura di un vaso sanguigno nella zona del cervello, a causa di traumi cranici o patologie. Si tratta di un’emorragia interna, quindi non direttamente visibile. Saperne individuare i sintomi, può essere fondamentale per salvare la vita a una persona, ricorrendo con una certa tempestività alle necessarie tecniche di primo soccorso per attutirne le conseguenze. Ragione per cui, se ne deve tenere sempre presente la possibilità in caso d’incidenti stradali, di schiacciamenti (ad esempio, infortuni sul lavoro o crolli), di cadute dall’alto o in caso di ferite penetranti nella zona del capo. I sintomi delle emorragie cerebrali dipendono da diversi fattori, secondo la zona interessata. In generale, le avvisaglie di un’emorragia interna sono: polso piccolo e frequente, cute e mucose pallide, oltre che fredde, sudorazione abbondante e generalizzata, sensazione di nausea spesso accompagnata da vertigini, vomito talvolta misto a sangue, senso di debolezza e sete intensa. Più precisamente, quando interessa la zona cerebrale, il paziente avverte dolore, ha confusione mentale, afasia cioè difficoltà a parlare, vomito, ma anche incoscienza e in taluni casi può arrivare al coma. La gravità della situazione dipende dai casi. Comunque, è opportuno allertare sempre i soccorsi. Le emorragie cerebrali, ad esempio, possono verificarsi in seguito a un forte trauma cranico, cioè una lesione al cranio o al cervello dovuta a un evento traumatico. In questo caso il sangue fuoriesce e si raccoglie tra le ossa craniche, comprimendo il cervello. L’ematoma può, anche, formarsi a distanza di ore o addirittura giorni. Si rivela come una situazione molto grave, che può degenerare in coma. Per prima cosa, in caso di trauma cranico, è necessario verificare se il paziente presenti amnesie, afasia o confusione mentale. Occorre controllare sempre se c’è asimmetria pupillare, segno evidente di un danno al cervello. Evitare, anche, che la persona soccorsa si addormenti, nonostante accusi un forte senso di sonnolenza, perché questo stato può evolversi, per l’appunto, in coma. Per ovvie ragioni, non è possibile arrestare un’emorragia interna, per cui l’intervento del soccorritore occasionale deve avere come obiettivi principali il controllo delle funzioni vitali, impedire che sopraggiunga uno stato di shock e, nel caso in cui dovesse verificarsi, riuscire ad affrontarne le conseguenze, oltre che sostenere psicologicamente la persona ferita o colta da malore. In particolare, in caso di trauma cranico, è consigliabile porre una borsa di ghiaccio sulla parte traumatizzata, per sollecitare la vasocostrizione. Fare attenzione che non si verifichino pure delle emorragie da orecchie o naso, casomai porre l’infortunato in posizione di sicurezza in modo da far defluire il sangue, poiché non deve rimanere all’interno. In caso di fratture o lesioni alla colonna vertebrale, però, tale posizione potrebbe nuocere invece che giovare alla persona che è soccorsa.


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