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Fratture: tipologie e tecniche di pronto soccorso


La frattura è un’interruzione della continuità di un osso. La frattura di un osso è causata da un trauma di una certa intensità. Le fratture si dividono in:

  • fratture chiuse: la pelle è intatta, non si rileva la presenza di monconi ossei che sporgono;
  • fratture aperte (dette anche esposte): la cute è lesa e c’è una parziale esposizione dei monconi dell’osso fratturato. In questo caso è richiesto anche un trattamento antibiotico oltre che quello medico-chirurgico.

In caso di frattura bisogna subito chiamare il 112. Il personale medico, una volta accertata l’entità della frattura, applicherà le relative procedure. Per identificare le fratture chiuse, si deve intervenire per mezzo di una radiografia che è compiuta attraverso i raggi X. Le fratture semplici, di norma, sono caratterizzate dalla rottura dell’osso tramite una linea, la cui spaccatura implica la divisione delle sue parti, che vengono chiamate monconi. La frattura avviene normalmente a seguito di un forte trauma che provoca un dolore molto forte, la parte oggetto del trauma può gonfiarsi ed esporre un ematoma. Dopo aver identificato la parte oggetto di frattura, l’ortopedico provvede al blocco della parte tramite un’ingessatura oppure, nei casi meno gravi, tramite l’applicazione di un tutore. Questa procedura rende possibile la formazione del callo osseo, che è una deformazione del tessuto conseguente all’unione dei due monconi. Le fasi di guarigione dalle fratture ossee sono sostanzialmente cinque. In particolare nel primo periodo, che riguarda le prime due settimane, c’è sia una riduzione dell’ematoma sia una stabilizzazione della fattura: durante questa fase è avviata, infatti, uno stimolo cellulare per la produzione callo osseo. Dopo inizia la formazione del tessuto di granulazione, che è un tessuto di guarigione molto soffice. Inizia, così, il processo di congiunzione dei due monconi. Di norma questo fenomeno avviene in un periodo compreso fra le 3/15 settimane. Poi questo tessuto è sostituito con un altro tessuto laminato, il callo di ossificazione, che è comunque temporaneo. L’ultima fase comporta la sostituzione del callo con un tessuto osseo vero e proprio. Infine, durante il corso dell’anno successivo, l’osso recupera la sua forma originaria.


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