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Procedure rianimazione cardiopolmonare nei bambini


Durante le manovre di rianimazione necessarie per la rianimazione cardiopolmonare nei bambini, occorre valutare se il paziente respira o meno: nel primo caso, si mette nella posizione laterale di sicurezza e si tiene sotto controllo la respirazione, nel secondo, si effettuano le insufflazioni necessarie (5 dalla durata di un secondo ciascuna e bocca-bocca nel bambino, mentre bocca-bocca/naso nel neonato), fino a quando non si riesce ad espandere il torace (si possono fare altri 5 tentativi). In caso di insuccesso, si passa alle compressioni toraciche, che in un neonato vengono praticate con due dita, sul terzo inferiore dello sterno. Nel bambino, invece, con una mano sola o con due. Devono avere, in ogni caso, una potenza proporzionale alla struttura corporea del piccolo paziente. In questa fase della rianimazione, il soccorritore d’ambulanza utilizza un ambu pediatrico, collegato a una bombola d’ossigeno. Il soccorritore deve valutare, anche, se nel paziente ci sono segni di attività circolatoria o meno, palpando il polso carotideo nel bambino e quello brachiale nel neonato. Se inizialmente i segni ci sono, ma la respirazione non è regolare, allora deve continuare con le insufflazioni (20 ogni minuto), in caso contrario, deve provvedere a effettuare le compressioni toraciche , alternandone di volta in volta 15 a due insufflazioni.


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