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Come curare un’ustione


In un corso di primo soccorso è possibile apprendere, tra l’altro, come curare un’ustione. Questa non è altro che una lesione più o meno grave della pelle, provocata dal contatto con qualcosa ad alta temperatura oppure dall’esposizione a una fonte di calore. Ad esempio, stare troppo tempo sotto i raggi del sole, senza un’adeguata protezione, può procurare la cosiddetta ustione solare. In genere, le ustioni possono essere: di primo grado, quando la pelle è arrossata e un po’ dolente, di secondo grado, nel caso compaiano vesciche o bolle superficiali piene di liquido chiaro oppure lacerate, e di terzo grado, se la pelle diventa di colore pallido o nerastro, oltre che praticamente insensibile. Sapere come curare un’ustione è indispensabile per riuscire a mettere in pratica le tecniche di primo soccorso necessarie a dare un po’ di sollievo a chi ne è rimasta vittima, in attesa che arrivino dei soccorsi più qualificati. Prima di illustrare più dettagliatamente come intervenire, si ricordi che le ustioni di primo grado guariscono rapidamente senza particolari conseguenze, come pure da quelle di secondo grado, ma più lentamente e con il rischio di contrarre nel frattempo delle infezioni. Le ustioni di terzo grado sono, invece, irreversibili e con il tempo la pelle morta tende a staccarsi con non pochi effetti deturpanti. Come curare un’ustione? Il soccorritore occasionale che si trova di fronte a un caso del genere deve, prima di tutto, deve togliere gli abiti ancora fumanti dal corpo del paziente. Nel caso in cui dovessero essere attaccati alla pelle, occorre non strapparli ma ritagliarli con una forbice. Saranno rimossi definitivamente, una volta arrivati in ospedale. Dopodiché, le parti ustionate devono essere accuratamente lavate con dell’acqua fredda, per poi essere ricoperte con teli sterili o, comunque, puliti. In attesa che arrivino i soccorsi qualificati, è necessario tenere sotto controllo soprattutto la funzione cardiocircolatoria del paziente. Per le ustioni di primo grado non occorre un intervento di primo soccorso, perché queste guariscono spontaneamente, mentre è necessario ricorrere a una medicazione con quelle di secondo grado. Tali lesioni si rimarginano, senza alcuna cicatrice, nell’arco di circa 7-10 giorni, durante i quali occorre fare attenzione a non contrarre una qualche infezione, tra cui quella tetanica. Ciò per via della presenza di bolle e vescichette che possono lacerarsi. Situazione diversa, invece, per le ustioni di terzo grado, in assoluto quelle più gravi. In questo caso, molto spesso, è necessario perfino ricorrere a interventi di chirurgia sia per prevenire sia per correggere le cicatrici deturpanti. Inoltre, si può andare facilmente incontro a delle gravi infezioni. Infine, c’è la malattia da ustione. Si ha quando le ustioni superano il 20% della superficie corporea nell’adulto e il 12-15% nel bambino. Questa altera la funzione cardiocircolatoria, anche in modo gravissimo. In questa casi, occorre mantenere il paziente supino e metterlo in posizione antishock.


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