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Elettrocuzione, rischi ed interventi


L’elettrocuzione, meglio conosciuta come scossa, consiste in un attraversamento del corpo umano da parte della corrente elettrica. Nei casi più gravi può portare ad asfissia e arresto respiratorio e cardiaco. L’elettrocuzione si può presentarsi in diversi livelli di gravità: 1. elettrocuzione leggera: è causata da un breve contatto con la corrente elettrica. Leggero arrossamento della cute nella zona interessata. 2. elettrocuzione ustionante: il soggetto non riesce a staccare la parte del corpo interessata dalla fonte elettrica. Formazioni di ustioni più o meno gravi. In caso di elettrocuzione leggera basta bagnare con acqua fredda la parte colpita dalla scossa elettrica e applicare una pomata antiustioni. In caso di elettrocuzione ustionante, la prima cosa da fare è interrompere la corrente generale. Se ciò non è possibile, bisogna staccare il soggetto dalla fonte di corrente elettrica, servendosi di un materiale isolante come il legno. Chiamare immediatamente il 112 e in attesa dei soccorsi, riscaldare il soggetto con una coperta e somministrare bevande calde e zuccherate, non alcoliche. Se il soggetto è in arresto respiratorio e/o cardiaco, praticare la respirazione cardio polmonare. Gli effetti biologici dell’elettrocuzione sono sostanzialmente indotti dalla corrente elettrica che passa attraverso i tessuti muscolari. Nel caso in cui il contatto con la sorgente di corrente elettrica avvenga con il piede, è la regione cardiaca a essere maggiormente investita, mentre non è coinvolta nel caso in cui il contatto sia tra la mano e l’altra mano. In questa situazione, invece, è la regione toracica a essere più coinvolta. Gli interventi di primo soccorso che si tengono nell’ambito della normativa in materia di sicurezza sul lavoro , su soggetti coinvolti nell’elettrocuzione o in generale nella folgorazione, prevedono innanzitutto interrompere l’energia elettrica staccando la spina oppure in struttura generale. Se questo non è possibile a mani nude, si può tentare di staccare la corrente attraverso l’ausilio di materiali non conduttori ovvero isolarsi, così da non rimanere coinvolti nel processo. Il metodo che è comunemente utilizzato nei casi in cui non si disponga attrezzature specifiche è il manico di scopa oppure un oggetto di legno. Molto importante è il fatto di non toccare in alcun modo il soggetto infortunato, senza prima essere certi che la sorgente elettrica sia completamente staccata. Il metodo migliore per toccare per la prima volta un soggetto potenzialmente esposto a rischio elettrico è quelli di toccarlo con il dorso delle dita e non con il palmo della mano. Questo perché, se presente tensione elettrica, la mano rivolta verso il dorso tenderà ad allontanarsi piuttosto che a contrarsi. Il quadro clinico che si trova in relazione a un lavoratore oggetto di elettrocuzione presenta diversi aspetti, che riguardano l’arresto cardiaco, i danni neurologici, le ustioni e i traumi indiretti dovuti a cadute accidentali oppure a movimenti involontari dei muscoli contro gli oggetti presenti sulla scena.


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