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Morso di vipera


Il morso di vipera, a differenza delle bisce innocue, è molto doloroso, è caratterizzato dalla presenza di due forellini a distanza di 7-10 mm (talvolta ci possono essere dei buchetti più piccoli, lasciati dagli altri denti, oppure un solo forellino, quando la stretta non sia andata completamente a segno o quando l’animale abbia perso un dente velenifero) e si presenta con una tumefazione precoce della parte colpita. In Italia ci sono quattro generi differenti di questo serpente: la Vipera Berus (nelle zone umide), quella Aspis (la più comune, che si trova nelle zone pietrose), quella Ammodytes (cornuta) e quella Ursini, del Gran Sasso. Il morso di vipera solitamente non è mortale per un uomo adulto, ma tutto dipende da diversi fattori, come la quantità di veleno iniettata, cioè da quanto le ghiandole velenifere ne siano piene, dal tipo di serpente che ha colpito e dal modo in cui i suoi denti affondano durante il morso. Questo animale si distingue dalle bisce innocue per alcune precise caratteristiche, cioè la pupilla a fessura verticale e dalla presenza di più file parallele di squame tra la bocca e l’occhio. Inoltre, ha una costituzione corta e tozza, con una testa di forma triangolare e non affusolata, ma piatta. Dopo un po’ il morso di vipera può provocare mal di testa, vertigini, calo di pressione, tachicardia, vomito, diarrea e perfino uno stato di shock, fino a condurre la vittima alla morte. Come curarsi dal morso di vipera è facilmente apprendibile durante un corso di primo soccorso. Prima di tutto, il soccorritore occasionale impara che deve tenere il malcapitato il più calmo e al riposo possibile, senza permettergli di camminare. Se proprio deve essere trasportato in altro luogo, è opportuno utilizzare la barella. Dopodiché, è necessario applicare un laccio ma non emostatico (un bendaggio elastico, se è stato morso un arto), all’inizio della zona colpita dal serpente e coprire questa con del ghiaccio. In ogni caso, è meglio che sia sempre un medico a somministrare il siero antivipera. A differenza di quanto si possa spesso sentire, è opportuno sia non incidere la ferita sia non succhiarla. L’incisione, infatti, potrebbe aumentare di più il contatto tra il veleno e il sangue o i sistemi linfatici. Può essere molto utile, invece, spremere la ferita subito dopo il morso, in modo da fare uscire la maggiore quantità possibile di veleno. L’utilizzo del siero antivipera, invece, è sconsigliato per chi fa un soccorso occasionale, perché solitamente richiede la presenza di una figura più qualificata. D’altra parte, questa sostanza può avere delle controindicazioni e provocare shock anafilattico oppure delle allergie. Almeno che non sia possibile, magari perché del tutto isolati, è necessario trasportare la vittima in ospedale, invece che somministrare il siero antivipera da sé.


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