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Omissione di soccorso


L’omissione di soccorso è quella situazione, penalmente perseguibile, in cui s’ignora una persona ferita o bisognosa d’aiuto. La pena prevista dal nostro Codice Penale (art. 593) per questo tipo di condotta è aumentata se ne deriva una lesione personale e addirittura raddoppiata, se la persona non soccorsa muore. La legge obbliga a intervenire secondo il buon senso, non certo ricorrendo a delle manovre di cui non si è sicuri o che possono mettere in pericolo se stessi, oltre che il paziente. Per queste, occorre aver frequentato un corso di primo soccorso, che insegni come meglio intervenire secondo le circostanze. Oltre che per l’omissione di soccorso, un soccorritore occasionale sarebbe legalmente punito, anche se mettesse in atto manovre invasive, come le iniezioni, oppure di specifica competenza medica e infermieristica. Non può nemmeno fare, di propria iniziativa, delle diagnosi. In questo caso s’incorrerebbe nel reato dell’esercizio abusivo di professione sanitaria (art. 348 del Codice Penale). Quando presta soccorso, inoltre, deve cercare di proteggere la propria incolumità e di assumersi anche la responsabilità del proprio intervento. Nel momento in cui, dovesse verificarsi un peggioramento della situazione o il decesso del paziente, allora potrebbe andare incontro al reato di lesioni personali colpose o di omicidio colposo. L’omissione di soccorso può essere di due tipi. Nel primo caso, è intesa come mancato avviso all’autorità di aver trovato abbandonato o smarrito un fanciullo minore di dieci anni o altra persona incapace di provvedere a se stessa. Nel secondo, invece, consiste nel non prestare assistenza o dare avviso all’autorità di aver trovato una persona ferita e che abbia bisogno di assistenza. Nonostante tutto, l’articolo 54 del Codice Penale attenua quelli che possono essere i rischi corsi dal soccorritore, se l’infortunato è in pericolo di vita e non è possibile agire altrimenti: in questo caso, infatti, anche un soccorso maldestro o un tentativo di soccorso è preferibile al lasciare il paziente a se stesso. Chi trova una persona ferita oppure in preda a un malore, deve prima di tutto valutare la sicurezza della scena, per evitare di mettere in pericolo ancora di più l’infortunato, ma anche se stessi o le altre persone presenti. Poi, dopo aver fatto una rapida valutazione dell’infortunato o degli infortunati, è necessario fare una chiamata d’emergenza per attivare la catena del soccorso. Nel nostro Paese occorre telefonare al 112. Ѐ consigliabile allontanare i curiosi e chi crea solo confusione, non dando una reale mano d’aiuto al soccorritore. Intanto che si aspettano i soccorsi più qualificati, qualora se ne dovesse capaci, si possono mettere in atto alcune semplici manovre di primo soccorso, aventi lo scopo di prevenire il peggioramento di ferite oppure di malori, e in certi casi perfino di salvare la vita alla persona soccorsa.


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