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Tipologie di traumi e trattamento


I traumi consistono in lesioni o ferite, che possono riguardare qualsiasi organo o tessuto dell’organismo, provocate da un’azione violenta esterna. Ne esistono di differenti tipi, saperli riconoscere e soccorrerli è fondamentale, se si vuole aiutare una persona rimasta vittima d’infortuno. D’altra parte, ciò rientra tra le nozioni principali impartite durante un corso di primo soccorso. Queste lesioni o ferite possono riguardare l’apparato scheletrico, le articolazioni e il sistema muscolare. In particolare, di seguito, analizzeremo meglio come soccorrere quelle craniche, quello toraciche e quello addominali, spiegando quali siano i principali interventi di primo soccorso da mettere in atto. I traumi cranici sono quelli che, per l’appunto, riguardano il cranio. Di solito, si limitano solamente a lesioni del cuoio capelluto o a una ferita superficiale, ma possono anche essere molto più gravi e mettere in pericolo la vita di chi ne rimane vittima. Ciò vale, ad esempio, in caso si fratturino le ossa della testa. Talvolta possono arrivare a danneggiare il cervello, in seguito a una commozione, a una contusione o edema cerebrale oppure a una compressione. Nel soccorrerli, occorre valutare lo stato di coscienza del paziente e medicare la ferita o fermare l’emorragia, tenendone sotto controllo le funzioni vitali. I traumi toracici consistono in ferite superficiali, in fratture costali o dello sterno e nei casi più gravi in lacerazioni dei bronchi, dei polmoni, del cuore e dei vasi sanguigni che ci sono nel torace, che provocano alterazioni respiratorie e perfino emorragie interne. In particolare, quando si va a soccorrere una persona vittima di un trauma del genere, occorre prima di tutto valutare le funzioni vitali della respirazione e della cardiocircolatoria, che poi sono le prime a essere compromesse nei casi gravi. Eventualmente procedere come in questi casi sia più opportuno operare, medicando pure le ferite profonde da cui fuoriesca aria. I traumi addominali, invece, minacciano principalmente la funzione cardiocircolatoria, a causa di lesioni dei vasi sanguigni addominali o addirittura per la rottura di organi che si trovano all’interno dell’addome, come il fegato o la milza, con conseguente emorragia interna. In questo caso, è necessario far distendere il traumatizzato, tenendo sotto controllo le sue funzioni vitali finché non arrivino soccorsi qualificati o il medico. Lesioni o ferite possono riguardare pure gli arti: anche in questo caso, la funzione vitale maggiormente minaccia è quella cardiocircolatoria, a causa dell’emorragia che può conseguire dalla rottura di grandi ossa o per la lesione dei capillari che scorrono vicino all’osso fratturato. In tutti questi casi, comunque, lo spostamento della persona è pure possibile, ma è necessario tenere accuratamente sotto controllo la colonna vertebrale e immobilizzare gli arti, in cui possono esserci sospette fratture o lussazioni.


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